
Risponde la Nutrizionista
Spesso, produciamo sprechi alimentari, e questo rappresenta un problema enorme a livello globale, con conseguenze rilevanti dal punto di vista ambientale, economico e sociale.
Alcuni dati aiutano a comprendere la gravità della situazione:
- Circa un terzo del cibo prodotto nel mondo viene sprecato. Questo equivale a circa 1,3 miliardi di tonnellate di alimenti buttati ogni anno.
- Dal punto di vista economico, il costo stimato di questo spreco è di circa 811 miliardi di euro all’anno.
- Sul piano ambientale, lo spreco alimentare è responsabile di circa l’8% delle emissioni globali di gas serra, legate alla produzione, al trasporto e allo smaltimento del cibo.
La situazione nei diversi Paesi e continenti
- Negli Stati Uniti, circa il 40% del cibo prodotto non viene consumato, con una perdita economica stimata in quasi 115 miliardi di euro all’anno.
- In Europa, ogni anno vengono buttati 88 milioni di tonnellate di alimenti, pari a circa 173 kg per persona.
- In Italia, lo spreco alimentare si aggira attorno a 5,1 milioni di tonnellate l’anno, equivalenti a circa 85 kg pro capite.
- In Africa sub-sahariana, lo spreco diretto è relativamente basso (circa 6% della produzione), ma le perdite durante la raccolta e la distribuzione possono raggiungere il 30-40% del raccolto agricolo.
- In Asia, lo spreco è dovuto soprattutto a problemi logistici e carenza di tecnologie di conservazione.
Quali sono gli alimenti più sprecati?
I prodotti maggiormente soggetti a spreco sono frutta e verdura, seguiti da carne, pesce e latticini, che hanno una conservabilità ridotta.
Anche il pane e i prodotti da forno contribuiscono in maniera significativa, poiché spesso venduti in grandi quantità o con scadenze ravvicinate.
Le principali cause dello spreco
Le cause principali dello spreco alimentare, oltre a quelle legate a logistica e produzione, sono:
- Acquisti eccessivi: si tende a comprare più del necessario, complice la scarsa pianificazione o le offerte promozionali. È fondamentale fare la spesa con una lista preparata dopo aver verificato dispensa e frigorifero.
- Scadenze e conservazione: molti alimenti vengono scartati per timore che non siano più commestibili, anche quando potrebbero ancora essere consumati. È importante saper leggere correttamente le etichette e distinguere tra “da consumarsi entro” e “da consumarsi preferibilmente entro”.
- Porzioni abbondanti: in case, ristoranti ed esercizi di ristorazione spesso si preparano quantità eccessive, che finiscono per non essere consumate.
Come possiamo ridurre lo spreco?
Per contrastare il problema è necessario un cambiamento culturale, basato su consapevolezza e azioni concrete, sia a livello individuale che collettivo.
Alcuni comportamenti utili sono: pianificare meglio gli acquisti, riutilizzare gli avanzi, leggere correttamente le etichette, ma anche promuovere la donazione del cibo in eccesso.
La pasta come esempio di riuso intelligente
Un esempio pratico riguarda la pasta. Per evitare lo spreco è utile pesare le porzioni prima della cottura.
Qualora avanzasse, può essere conservata in frigorifero, in un contenitore ermetico, per 2-3 giorni, oppure congelata fino a 2 mesi.
È importante raffreddarla rapidamente dopo la cottura e condirla con un filo d’olio o burro per evitare che si incolli.
Come rigenerare la pasta
Quando si vuole riutilizzare la pasta, si possono adottare diversi metodi:
- Microonde: aggiungere un cucchiaio d’acqua per porzione, coprire con pellicola trasparente e riscaldare a intervalli di 30 secondi, mescolando di volta in volta.
- Padella: scaldare a fuoco medio con un filo d’olio, aggiungendo se necessario un po’ di acqua o brodo caldo.
- Acqua bollente: immergere per 1-2 minuti, finché non risulta riscaldata in modo uniforme.
Ricette per riutilizzare la pasta

Una volta rigenerata, la pasta può essere utilizzata in diversi piatti, sia caldi che freddi.
Ad esempio, può diventare la base di insalate di pasta fredda, condite con avanzi di verdure, formaggi, affettati, sottaceti, tonno o altri ingredienti presenti in frigo, che magari non basterebbero per una porzione singola ma risultano perfetti per arricchire la ricetta.
Un’altra idea sono i timballi di pasta, piatti unici molto gustosi e sostanziosi, cotti al forno con l’aggiunta di formaggi e uova.
Leggi la ricetta → Casarecce gratinate con broccoli e stracchino
Da non dimenticare anche le frittate di pasta e la classica pasta al forno.
Leggi la ricetta → Pasticcio di tortiglioni con ragù e besciamella
Gli utilizzi possibili non si esauriscono qui: la pasta avanzata si presta a essere condita in modo semplice e veloce con pesto alla genovese, pomodoro e mozzarella, ricotta e limone, aglio, olio e peperoncino.
Può anche essere aggiunta a zuppe di verdure, minestroni, piatti a base di legumi o patate, contribuendo così a ridurre gli sprechi e a creare nuove preparazioni gustose.
Perché ridurre lo spreco alimentare conviene a tutti
Lo spreco alimentare è un problema che riguarda tutti, in ogni parte del mondo, e ha conseguenze dirette sull’economia, sull’ambiente e sulla società.
I dati riportati all’inizio di questo articolo mostrano quanto sia urgente agire, ma la soluzione non dipende solo da governi e istituzioni: ognuno di noi può fare la differenza attraverso scelte quotidiane più consapevoli.
Pianificare gli acquisti, imparare a conservare correttamente gli alimenti, leggere con attenzione le etichette e riutilizzare gli avanzi in nuove ricette sono azioni semplici ma fondamentali per ridurre gli sprechi.
Anche un alimento comune come la pasta può trasformarsi in un’occasione per mettere in pratica strategie “salva-spreco” creative e sostenibili.
Ridurre lo spreco alimentare significa non solo rispettare l’ambiente e valorizzare le risorse, ma anche contribuire a costruire un futuro più equo e sostenibile, dove il cibo non sia più visto come qualcosa di cui disporre senza limiti, ma come un bene prezioso da tutelare.
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