Dieta della pasta: funziona davvero?

Scritto da:

Dott.ssa Barbara Lapini

 

Risponde la Nutrizionista

Può una dieta che prevede pasta ogni giorno far perdere peso? Ecco la risposta della Nutrizionista.

Da sempre, le diete per perdere peso vengono associate all’idea di togliere pasta e pane dalle nostre tavole e dalla nostra socialità. Beh, sappi che non c’è nulla di più sbagliato e scorretto.

E lo è sia se vogliamo perdere peso, sia per stare bene e rimanere in salute in maniera equilibrata e felice, grazie ad uno stile alimentare che ci permetta di mantenere a lungo i risultati ottenuti.

Parliamo, dunque, di questa famigerata “dieta della pasta” che si basa semplicemente sull’assunto che la pasta va mangiata. Nello specifico, si consiglia di consumare quotidianamente un piatto di pasta di almeno 80 grammi.

Tutto ciò perché è stato scoperto di recente che la produzione di cortisolo – il cosiddetto “ormone del buon umore” e del benessere, quello che contrasta lo stress - sembrerebbe essere regolata dal consumo dei carboidrati.

La pasta fa dimagrire, grazie al buonumore

Ironia a parte, la pasta può far davvero dimagrire in maniera equilibrata e allegra, proprio perché contiene carboidrati che danno buon umore grazie ad un amminoacido, il triptofano, che a livello cerebrale si trasforma in serotonina, potente e conosciutissimo antidepressivo naturale.

A ciò aggiungiamo il fatto che siamo Italiani: amiamo i primi piatti e alla pasta, alimento principe e protagonista della nostra cultura e tradizione, non possiamo proprio rinunciare. Il risultato potrebbe essere star male, soffrendo per perdere peso e tornare (o mantenersi) in forma.

Inoltre, togliere pasta e pane comporta la riduzione delle occasioni sociali nelle quali, per tradizione, ci si incontra a tavola, condividendo manicaretti dove i carboidrati sono sempre protagonisti, proprio per la loro attitudine a dare energia, gusto e gioia.

Ed è impossibile pensare di rinunciare sempre allo stare bene in compagnia, ci condannerebbe a riprendere peso. Anche perché non possiamo (né dobbiamo) ignorare che, dal punto di vista dell’equilibrio alimentare, è scorretto ridurre al minimo i carboidrati, visto che il 50-55% delle calorie da introdurre quotidianamente devono essere fornite proprio da questi nutrienti tanto demonizzati.

Allora, proviamo a cambiare punto di vista, rimettiamo al giusto posto quello che ci serve e cerchiamo di seguire alcune semplici regole di buonsenso che a volte si danno per scontate, ma che ognuno di noi può e deve seguire in maniera semplice e soprattutto naturale.

Pasta di qualità e abitudini alimentari corrette: ecco i segreti per dimagrire

Scegliamo pasta fatta con grani di elevata qualità e cerchiamo di mangiare pasta nella prima parte della giornata, ad esempio a pranzo, per avere energia per le attività pomeridiane, senza disdegnare di mangiarne anche una piccola quantità la sera, se è gradita, visto che potrebbe favorire il senso di benessere e, di conseguenza, il sonno.

Attenzione a non esagerare con la quantità di pasta integrale che può essere erroneamente considerata dietetica; infatti, tutto ciò che è integrale spesso viene ricollegato all’ipocalorico e al dimagrimento.

La pasta, come del resto tutti gli alimenti integrali, contenendo molta fibra, dà più velocemente senso di sazietà, ha una minor concentrazione di calorie, favorisce il funzionamento intestinale, prevenendo, e in alcuni casi risolvendo, problemi di stipsi e allunga il tempo di rilascio degli zuccheri, riducendo il picco glicemico.

Ricordiamoci di:

  • Distribuire gli alimenti dell’intera giornata in 5 pasti, in maniera tale da mangiare poco e spesso, mantenere sempre attivo il consumo metabolico e non accumulare fame che potrebbe portare ad una perdita di controllo e quindi ad un’abbuffata;
  • Cuocerla in grammature precise stabilite prima, per evitare di lasciare avanzi che poi dispiace buttare e che potrebbero essere una spinta a mangiare più del necessario;
  • Cucinare la pasta al dente, al fine di renderla più digeribile;
  • Unirla ad abbondanti verdure, cotte o crude;
  • Porre attenzione ai condimenti e alla quantità di olio utilizzata, mettendone un cucchiaio da minestra a testa (meglio se a crudo), al fine di evitare che proprio questo diventi il motivo dell’aumento di peso e non la pasta stessa.

Evitare di ricorrere, se non necessario, a pasta senza glutine. Per false credenze, messe in giro da presunti esperti, il glutine farebbe ingrassare se si è intolleranti: nulla di più falso e lo sanno bene i veri celiaci.

E per finire, ricordiamoci che i nostri muscoli hanno bisogno di energia per funzionare, quindi, per essere energici e sempre attivi, è importante mangiare carboidrati e pasta, soprattutto prima dell’attività fisica.

Chi ne beneficia è in primis il nostro cervello, centralina e motore di tutto il corpo.

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