Pasta, meglio a pranzo o a cena?

Scritto da:

Dott.ssa Barbara Lapini

 

Ecco i consigli della Nutrizionista

Per noi Italiani, rinunciare alla pasta è davvero difficile. Ma dovendo scegliere solo un pasto nella giornata in cui mangiarla, meglio a pranzo o a cena? Scoprilo in questo articolo della nostra Nutrizionista.

Partiamo da un assunto: quando si parla di carboidrati, il primo pensiero va alla pasta. Di conseguenza, quando per vari motivi c’è la necessità di limitarli, la domanda sorge spontanea: meglio consumare la pasta a pranzo o a cena?

Preparati, la risposta ti sorprenderà: la pasta è meglio consumarla sia a pranzo che a cena. Bisogna “solo” fare attenzione alla quantità e al condimento, sono questi gli elementi che fanno la differenza.

Di solito, il consumo dei carboidrati è incentivato nella prima parte della giornata, perché è possibile smaltirli con le attività della mattina e del pomeriggio. La sera, invece, i nostri compiti quotidiani si riducono, facilitando l’accumulo di energia in eccesso non consumata sottoforma di grasso.

In effetti, gli zuccheri sono una fondamentale riserva di energia sia per il cervello che per tutti i nostri muscoli. Ed è per questa ragione che è importantissimo partire con una abbondante colazione: ci aiuta ad affrontare la giornata, ma anche a stimolare il metabolismo a mantenersi attivo.

Di contro, è anche vero che il nostro corpo ha SEMPRE bisogno di energia, anche la sera, perfino per dormire.

Ma quindi, qual è il momento della giornata per mangiare la pasta?

Sulla questione del “meglio carboidrati a pranzo o a cena”, è bene chiarire alcuni punti fondamentali prima di consigliarla e quando.

Come scritto all’inizio di questo articolo, dipende da quanta se ne consuma a pranzo e quanta a cena.

Se si parte dal presupposto che il pranzo deve fornire il 40% delle calorie giornaliere totali e la cena solo il 30%, si capisce che la quantità consumata di giorno deve essere superiore rispetto a quella della cena.

Di conseguenza, l’energia introdotta sottoforma di calorie fornite dai vari nutrienti (ed in questo caso dai carboidrati) deve essere inferiore nell’ultima parte della giornata, quando il metabolismo, oltre a variare per i cicli circadiani, si riduce a fronte della diminuzione di attività fisica che deve sostenere.

Ovviamente, la tipologia di pasta può fare (e fa) la differenza, dunque è da preferirsi alla sera una pasta integrale con un condimento leggero, ad esempio verdure saltate con un filo d’olio extravergine, al fine di renderla più digeribile rispetto anche a un secondo.

I carboidrati (e quindi la pasta) stimolano la serotonina!

Non dimentichiamo, infine, la potente azione che hanno i carboidrati nella stimolazione dell’ormone serotonina, noto per la sua funzione di donare benessere.

Questa particolarità rende la pasta un prezioso alimento fondamentale e da non demonizzare anche alla sera, proprio perché è utile per contrastare lo stress, la stanchezza del pomeriggio, gli abbassamenti e gli sbalzi di umore legati alla giornata, l’insonnia e anche la sindrome premestruale.

Purtroppo, non è possibile consigliare una quantità di pasta valida per tutti, perché dipende molto dal dispendio energetico giornaliero, dal tipo di attività fisica che rimane da svolgere, e ancora, dal sesso, dall’età, dallo stato di salute, dalla temperatura atmosferica, dall’altitudine e dalla tipologia dei nutrienti mangiati.

9 consigli take away per migliorare la tua alimentazione

  1. Ok per la pasta sia a pranzo che a cena;
  2. Quantità di pasta maggiori a pranzo e minori a cena;
  3. Consumare la pasta integrale, garantisce un senso di sazietà più elevato, favorisce il buon funzionamento dell’intestino, riduce il picco glicemico e riduce l’assorbimento dei grassi a livello intestinale;
  4. Condire la pasta in maniera semplice e non elaborata, a base di olio extra vergine di oliva possibilmente aggiunto a crudo, controllandone la quantità con l’aiuto di un cucchiaio da minestra (10 g);
  5. Ottimi i piatti unici, dove abbiamo per 2/4 verdure, 1/4 pasta e 1/4 alimenti proteici;
  6. Arricchire, colorare, decorare i piatti di pasta con varie tipologie di verdure per saziarsi di più e sentirsi appagati anche con piccole quantità di questo preziosissimo alimento;
  7. Utilizzare piatti piccoli per servire la porzione di pasta a cena, visto che deve essere in quantità minore – se la servissimo in piatti grandi sembrerebbe insufficiente e sappiamo quanto è importante essere appagati anche dalla vista del cibo;
  8. Niente sensi di colpa, mangiare con gusto non è peccato, anche e soprattutto se si ha da perdere peso;
  9. Regola fondamentale: la pasta non deve essere tolta da nessuna dieta.

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