Dieta senza carboidrati? Meglio non esagerare

Scritto da:

Dott.ssa Barbara Lapini

 

Eliminare i carboidrati dalla nostra alimentazione è giusto?

Una dieta senza carboidrati è salutare per il nostro organismo? Qui, trovi la risposta della nostra Nutrizionista.

Una dieta senza carboidrati può sembrare, a prima vista, una soluzione facile ad un problema sempre più diffuso, come quello del sovrappeso e dell’obesità, sia nei grandi che nei bambini, nelle femmine come nei maschi.

Ma come tutti gli obiettivi raggiunti percorrendo le strade meno faticose, come le diete estreme, spesso, si ottengono dei risultati apparentemente strabilianti che poi si rivelano poco duraturi, difficili da mantenere e che sfociano in riaumenti di peso… con gli interessi!

Senza considerare le conseguenze negative di una dieta squilibrata sia dal punto di vista fisico (poiché potrebbe causare, se protratta nel tempo, stati patologici), che mentale.

Come cambia il nostro organismo con una dieta senza carboidrati

Non mangiare carboidrati causa stress per il nostro organismo e una mancanza di zuccheri prolungata fa entrare il nostro cervello in allarme, innescando una reazione tipica dei periodi di carestia con cui il nostro corpo perfetto si difende, abbassando il metabolismo e trasformando le proteine e gli aminoacidi del muscolo in glucosio.

Questo comporta perdite di massa muscolare attiva, cioè che consuma energie (anche a riposo, per il solo fatto di esserci, come fa il motore di una macchina in folle).

Se questa invece rimanesse inalterata, andrebbe a consumare le riserve di grasso, così odiate da tutti e che si localizzano sempre nei posti esteticamente detestati ma anche in quelli più pericolosi, correlati, come nel caso del grasso addominale, con le patologie cardiovascolari e non solo.

Quindi, se non si mangiano adeguate quantità di carboidrati complessi, fornite da pasta, pane, legumi, ecc., si rischia per assurdo l’effetto contrario a quello desiderato.

Meglio ancora se i carboidrati sono integrali perché prolungano il senso di sazietà, rallentano l’assorbimento degli zuccheri semplici, evitano i picchi glicemici e impediscono l’assorbimento di grassi a livello intestinale.

Insomma, si perde peso ma non grasso, a volte ottenendo anche risultati controproducenti a livello estetico, magari perché si perde nei punti sbagliati come ad esempio nel seno, nel viso, nel punto vita, ma non nella pancia e nelle cosce.

E tutto questo comporta, addirittura, mettere ancora più in evidenza i centimetri localizzati nei punti di accumulo.

Non solo, avendo tolto potenza a questo motore perfetto che è il nostro organismo ed avendogli fatto scattare il meccanismo di difesa del risparmio energetico, causato dall’eccessiva restrizione dietetica di carboidrati, quando riandremo a mangiare normalmente, come si deve fare e come è giusto che sia sempre dopo un periodo più o meno lungo di restrizione, ecco che si riprende con gli interessi il peso perso.

Ma ahimè, non si recupera in muscolo purtroppo, ma in grasso, quindi gli accumuli tanto odiati che ci avevano spinto a fare una dieta dimagrante, in realtà aumentano.

Per questo è importante dimagrire equilibratamente e non perdere semplicemente e indiscriminatamente peso.

Per assurdo, è molto meglio perdere poco peso e concentrare il risultato sulla perdita di grasso che anche con pochi chili porta via un sacco di centimetri e nei punti giusti.

Questo perché il grasso e il muscolo sono come il chilo di paglia e il chilo di ferro, hanno pesi e volumi diversi e dunque a livello estetico, rese completamente differenti.

Gli effetti positivi dei carboidrati

Non dimentichiamoci, però, anche dell’effetto positivo che i carboidrati hanno sul nostro benessere psichico: pasta, pane, cereali in genere e i loro derivati, infatti, aumentano i livelli di serotonina, il cosiddetto “ormone del buonumore”.

La serotonina è un potente neurotrasmettitore che ha un effetto antidepressivo e regolatore del tono dell’umore, sintetizzato nel nostro sistema nervoso centrale a partire dall’aminoacido essenziale Triptofano.

Non solo, la serotonina aiuta nel controllo della fame e nella gestione del comportamento alimentare, facendoci sentire prima la sensazione di sazietà e diminuendo così il bisogno di ingerire ancora cibo.

Fai attenzione agli eccessi

Ovviamente, è sbagliato anche un eccessivo introito di zuccheri (soprattutto quelli semplici), quindi ricordiamoci di mangiare il 55% delle calorie totali giornaliere sottoforma principalmente di carboidrati complessi, possibilmente integrali e ricchi di fibre.

E solo in minima parte, sottoforma di zuccheri semplici contenuti in tutti quei prodotti da forno, i dolciumi, le bevande zuccherate e tutti quelle pietanze super raffinate ed elaborate, definite comunemente cibo “spazzatura”.

Questi ultimi, oltre a dare una dipendenza come fanno gli stupefacenti, non danno sazietà, alzano la glicemia (gli zuccheri nel sangue) che stimola l’innalzamento dell’insulina che a sua volta ci richiede ancora più zuccheri da introdurre, spingendoci a fare abbuffate.

Un pericoloso circolo vizioso che, pensate, può essere evitato anche mangiando regolarmente la pasta tutti i giorni!

Già, proprio la “Pasta”, l’alimento più demonizzato nelle diete, la causa principale di ogni aumento “molesto”, in realtà è uno degli alimenti che può salvarci da tutto questo incremento di peso, accumulo di grasso, perdita di massa muscolare e abbuffate causate dall’ astinenza o dalla mancata introduzione della giusta ed equilibrata quantità di zuccheri.

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